Avete mai visto questo demenziale, irriverente e divertentissimo film?
Io l'ho visto per la prima volta circa 11 anni fa e ora vi racconto com'è andata.
Era un sabato mattina di primavera inoltrata e avevo appena acquistato Panorama con la videocassetta in allegato.
Il titolo: "Tutti pazzi per Mary" mi ricordò un mio carissimo amico che, dopo aver visto il film al cinema, fantasticava su Cameron Diaz che aveva recitato senza reggiseno sotto gli indumenti.
Solo questo messaggio era passato attraverso il grande schermo?!?
Appena inserita la videocassetta comparve sulla mia tv un Ben Stiller goffo, brutto e innamorato pazzo di Mary (Cameron Diaz).
La sera del ballo studentesco Ben Stiller passa a prendere Mary, la natura chiama e Ben si precipita in bagno e, mentre è intento a fare i suoi bisogni, si accorge che di fronte a lui c'è la finestra aperta con affaccio sulla stanza di Mary.
Mary intanto è svestita e quando si accorge, insieme a sua madre, che lui la sta guardando pensa, vedendolo con "salsiccia e fagioli" tra le mani (licenza poetica del film), che si stia masturbando spiandola.
Preso dall'impaccio del momento Ben alza frettolosamente la zip del pantalone e gli rimane tutto, ma proprio tutto, incastrato ...Ahiii, che dolore!!!!
In quel momento scoppio a ridere e, complice la finestra aperta, le mie risate si diffondono all'esterno (chissà cosa avrà pensato chi mi ha ascoltato in quel momento!), non la finivo più, ricordo che mi lacrimavano perfino gli occhi.
Uno per volta i familiari di Mary cercano di soccorrere il povero Ben, poi arriva un vigile del fuoco ed infine la polizia che comunica via radio l'accaduto (alla faccia della privacy!) ed infine Ben viene portato in ospedale su una barella, dove il fattaccio è visibile a tutti.
Povero ragazzo, dopo questa umiliazione è costretto a cambiare scuola e perfino città, ma non scorderà mai Mary.
Ormai adulto Ben decide di ritrovarla e dal momento in cui le loro strade si incrociano di nuovo, equivoci e situazioni imbarazzanti al limite del paradossale diventano la normalità del film.
Vogliamo parlare del consiglio di non uscire con il colpo in canna?
Purtroppo per Ben l'amico non si riferisce ad una pistola e lui è costretto a sfogliare riviste erotiche prima dell'appuntamento con Mary e, proprio nel momento clou, Mary suona al campanello e Ben per l'agitazione si perde tra le mani il suo liquido seminale che Mary scorge sul suo orecchio e, scambiandolo per gel per capelli, lo preleva e dice: " ah, bene... io l'ho finito!" e se lo passa sul ciuffo, che resterà dritto per il resto della serata.
Un'altra scena indimenticabile è quella del cane drogato che attacca Ben.
Che dire, non sarà il film più intelligente e impegnato che io abbia visto, ma è senz'altro uno dei più divertenti.
La ricetta che associo a questo film è una torta al cioccolato bianco perché Mary è dolce, bionda e poi: sono "Tutti pazzi per il cioccolato bianco".
Ingredienti:
250g di farina di mandorle
150g di zucchero semolato
200g di cioccolato bianco
5 uova
80g di limoncello
scorza grattugiata di 3 limoni
succo di 1 limone
zucchero a velo q.b.
Procedimento:
mettere in un mixer la farina di mandorle, lo zucchero semolato e il cioccolato bianco e azionare. Aggiungere con il mixer in movimento le uova, una per volta, il limoncello, la scorza ed il succo di limone.
Versare il composto, che si presenterà piuttosto sodo, in una tortiera di 26cm di diametro e cuocere in forno già caldo a 180° da 50 a 60 minuti.
Per via dell'assenza di farina nell'impasto la torta resterà sempre un pò umida al suo interno, anche a cottura ultimata.
Sfornare, sformare e guarnire la torta con zucchero a velo e servire con un bicchierino di limoncello (lo stesso usato nell'impasto).
Una torta per cui si può IMPAZZIRE!!!
Con questa ricetta partecipo al contest di Patty di Andante con gusto per la categoria COMMEDIA LEGGERA.
sabato 29 settembre 2012
venerdì 28 settembre 2012
Maxi calamari ripieni
Venerdì scorso, dopo aver accompagnato la mia bimba a scuola (a proposito, ha cominciato la prima elementare... che emozione!), mi sono fermata dal mio pescivendolo di fiducia.
Mi ha detto che fino a metà ottobre la pesca è ferma, per cui non si ha varietà di pescato in questo periodo.
La notte precedente però, una barchetta di pescatori aveva pescato dei grossi calamari che, dopo averli visti, mi sono immaginata ripieni.
Ne ho comprati due per 1,100kg.
Ingredienti:
2 grossi calamari da circa mezzo kg ciascuno
Per il ripieno:
teste dei calamari
100g di pane
2 uova
olio evo Dante q.b.
sale, pepe, prezzemolo tritato q.b.
parmigiano reggiano q.b.
aglio tritato (facoltativo)
Per il sugo:
1 bicchiere di passata di pomodoro
2 spicchi d'aglio
40g di olio Dante
sale q.b.
peperoncino piccante q.b. (facoltativo)
Procedimento:
Lavare e pulire accuratamente i calamari, privandoli anche della pelle.
Togliere le teste e metterle nel mixer insieme agli altri ingredienti per il ripieno e tritare finchè non si ottiene una poltiglia omogenea e malleabile.
Riempire per 3/4 i calamari con questo ripieno (non esagerare a riempire i calamari perchè durante la cottura si gonfiano e possono scoppiare) e richiudere la parte superiore con uno stuzzicadenti.
In una capiente casseruola antiaderente far imbiondire l'aglio nell'olio evo e poi aggiungere i calamari, facendoli dorare tutto intorno, quindi aggiungere la passata di pomodoro, sale, pepe, eventualmente del peperoncino e un pò di acqua, quindi coprire e lasciare cuocere a fuoco moderato per 40/50 minuti.
Passato questo tempo il sugo si addenserà e potrà essere usato per condire un bel piatto di pasta, i calamari saranno pronti per essere mangiati come secondo.
Sono buonissimi!!!!
Vi consiglio di visionare un link interessantissimo propostomi dall'azienda produttrice dell'olio Dante: http://www.oleificimataluni.com/oliodante/salute.php
Mi ha detto che fino a metà ottobre la pesca è ferma, per cui non si ha varietà di pescato in questo periodo.
La notte precedente però, una barchetta di pescatori aveva pescato dei grossi calamari che, dopo averli visti, mi sono immaginata ripieni.
Ne ho comprati due per 1,100kg.
Ingredienti:
2 grossi calamari da circa mezzo kg ciascuno
Per il ripieno:
teste dei calamari
100g di pane
2 uova
olio evo Dante q.b.
sale, pepe, prezzemolo tritato q.b.
parmigiano reggiano q.b.
aglio tritato (facoltativo)
Per il sugo:
1 bicchiere di passata di pomodoro
2 spicchi d'aglio
40g di olio Dante
sale q.b.
peperoncino piccante q.b. (facoltativo)
Procedimento:
Lavare e pulire accuratamente i calamari, privandoli anche della pelle.
Togliere le teste e metterle nel mixer insieme agli altri ingredienti per il ripieno e tritare finchè non si ottiene una poltiglia omogenea e malleabile.
Riempire per 3/4 i calamari con questo ripieno (non esagerare a riempire i calamari perchè durante la cottura si gonfiano e possono scoppiare) e richiudere la parte superiore con uno stuzzicadenti.
In una capiente casseruola antiaderente far imbiondire l'aglio nell'olio evo e poi aggiungere i calamari, facendoli dorare tutto intorno, quindi aggiungere la passata di pomodoro, sale, pepe, eventualmente del peperoncino e un pò di acqua, quindi coprire e lasciare cuocere a fuoco moderato per 40/50 minuti.
Passato questo tempo il sugo si addenserà e potrà essere usato per condire un bel piatto di pasta, i calamari saranno pronti per essere mangiati come secondo.
Sono buonissimi!!!!
giovedì 27 settembre 2012
Lievito madre
Cosa c'è di più naturale del lievito madre?
Miliardi di micro organismi attivi in pochi grammi di lievito.
Le nostre nonne, che la sapevano lunga, panificavano solo con il lievito madre.
Certo non bisogna demonizzare il lievito di birra, ma chiaramente quando si parla di lievito madre si parla di qualcosa di naturale che non ha subito nessun processo industriale.
I vantaggi del lievito di birra sono evidenti, il primo tra tutti è quello di consentire una lievitazione più veloce, ma alcune volte il sapore del prodotto finale ne risente, nel senso che il sapore del lievito alcune volte si sente anche nel prodotto finito.
Il lievito naturale o lievito madre, generalmente usato per la panificazione, prevede tempi più lunghi per la lievitazione, è più facilmente digeribile e non modifica il sapore del prodotto in cui viene usato.
Quella che vi propongo oggi è in assoluto la ricetta più naturale di lievito madre: in molte, infatti, per facilitare il processo di fermentazione della farina si troveranno tra gli ingredienti o il miele o la mela grattugiata, nella mia ricetta (o meglio la ricetta di Sara Papa, modificata solo nelle quantità), si partirà da farina e acqua, lasciando fare tutto il resto ai micro organismi presenti nell'acqua e nell'aria.
Ingredienti:
40 g di farina Manitoba il Molino Chiavazza
20 g di acqua
farina e acqua per i rinfreschi q.b.
Procedimento:
per fare un buon lievito madre bisogna avere alcune accorgimenti iniziali: 1) partire da una farina forte; 2) usare sempre la stessa farina anche per i rinfreschi; 3) finchè il lievito madre non è pronto (ci vorranno una quindicina di giorni) bisognerà buttare una parte di lievito.
Ho deciso di partire da 40g di farina e 20g di acqua per buttare il meno possibile di farina, tanto vedrete che in 15gg di rinfreschi, malgrado se ne butterà una parte, si avrà comunque una quantità considerevole di lievito pronto per la panificazione.
Impastare, quindi, la farina con l'acqua e mettere in un contenitore possibilmente di vetro e coprirlo con un panno e lasciarlo stare in un angolo della cucina per tre giorni prima di riprenderlo.
Sara Papa dice che in alternativa al classico canovaccio si può usare la pellicola o un canovaccio umido.
In questi ultimi due casi a me si era formata la muffa al lievito e ho dovuto buttare via tutto, invece con il panno asciutto è andato tutto per il meglio ed al terzo giorno ho potuto riprendere il mio lievito (sulla parte superiore si formerà una crosta che andrà eliminata), l'ho pesato ed ho messo pari quantità di farina manitoba del Mulino Chiavazza e metà di acqua. Ho fatto in questo modo 5 rinfreschi giornalieri (uno al giorno) e poi Sara Papa consigli di fare 2 rinfreschi al giorno per altri 5 giorni (io ho continuato a farne comunque uno). A questo, punto il lievito madre dovrebbe essere pronto per la panificazione, il mio almeno lo era.
Ho cominciato a preparare il lievito madre nei giorni in cui faceva molto caldo, quindi, quando era quasi pronto, notavo che raddoppiava in poche ore.
Ciò che fa capire che il lievito madre è pronto non è solo la capacità di raddoppiare di volume in poco tempo, ma anche l'assenza di acidità nell'odore (che nei primi giorni è abbastanza forte).
Quando il lievito è pronto fare un rinfresco e metterlo in frigo, dove prima del successivo rinfresco può restare anche fino a 5/7 giorni.
Accorgimenti:
1) per non essere sommersi di lievito madre, prima di ogni rinfresco nei primi giorni (conviene buttarne una parte);
2) conviene fare i rinfreschi la sera per avere il lievito per la panificazione pronto la mattina seguente;
3) dopo il rinfresco rimettere in frigo solo il lievito che non verrà utilizzato. Quello usato per la panificazione va lasciato fuori.
Questa è la foto del mio lievito madre trascorsi i primi 15 giorni, subito dopo il rinfresco.
Miliardi di micro organismi attivi in pochi grammi di lievito.
Le nostre nonne, che la sapevano lunga, panificavano solo con il lievito madre.
Certo non bisogna demonizzare il lievito di birra, ma chiaramente quando si parla di lievito madre si parla di qualcosa di naturale che non ha subito nessun processo industriale.
I vantaggi del lievito di birra sono evidenti, il primo tra tutti è quello di consentire una lievitazione più veloce, ma alcune volte il sapore del prodotto finale ne risente, nel senso che il sapore del lievito alcune volte si sente anche nel prodotto finito.
Il lievito naturale o lievito madre, generalmente usato per la panificazione, prevede tempi più lunghi per la lievitazione, è più facilmente digeribile e non modifica il sapore del prodotto in cui viene usato.
Quella che vi propongo oggi è in assoluto la ricetta più naturale di lievito madre: in molte, infatti, per facilitare il processo di fermentazione della farina si troveranno tra gli ingredienti o il miele o la mela grattugiata, nella mia ricetta (o meglio la ricetta di Sara Papa, modificata solo nelle quantità), si partirà da farina e acqua, lasciando fare tutto il resto ai micro organismi presenti nell'acqua e nell'aria.
Ingredienti:
40 g di farina Manitoba il Molino Chiavazza
20 g di acqua
farina e acqua per i rinfreschi q.b.
Procedimento:
per fare un buon lievito madre bisogna avere alcune accorgimenti iniziali: 1) partire da una farina forte; 2) usare sempre la stessa farina anche per i rinfreschi; 3) finchè il lievito madre non è pronto (ci vorranno una quindicina di giorni) bisognerà buttare una parte di lievito.
Ho deciso di partire da 40g di farina e 20g di acqua per buttare il meno possibile di farina, tanto vedrete che in 15gg di rinfreschi, malgrado se ne butterà una parte, si avrà comunque una quantità considerevole di lievito pronto per la panificazione.
Impastare, quindi, la farina con l'acqua e mettere in un contenitore possibilmente di vetro e coprirlo con un panno e lasciarlo stare in un angolo della cucina per tre giorni prima di riprenderlo.
Sara Papa dice che in alternativa al classico canovaccio si può usare la pellicola o un canovaccio umido.
In questi ultimi due casi a me si era formata la muffa al lievito e ho dovuto buttare via tutto, invece con il panno asciutto è andato tutto per il meglio ed al terzo giorno ho potuto riprendere il mio lievito (sulla parte superiore si formerà una crosta che andrà eliminata), l'ho pesato ed ho messo pari quantità di farina manitoba del Mulino Chiavazza e metà di acqua. Ho fatto in questo modo 5 rinfreschi giornalieri (uno al giorno) e poi Sara Papa consigli di fare 2 rinfreschi al giorno per altri 5 giorni (io ho continuato a farne comunque uno). A questo, punto il lievito madre dovrebbe essere pronto per la panificazione, il mio almeno lo era.
Ho cominciato a preparare il lievito madre nei giorni in cui faceva molto caldo, quindi, quando era quasi pronto, notavo che raddoppiava in poche ore.
Ciò che fa capire che il lievito madre è pronto non è solo la capacità di raddoppiare di volume in poco tempo, ma anche l'assenza di acidità nell'odore (che nei primi giorni è abbastanza forte).
Quando il lievito è pronto fare un rinfresco e metterlo in frigo, dove prima del successivo rinfresco può restare anche fino a 5/7 giorni.
Accorgimenti:
1) per non essere sommersi di lievito madre, prima di ogni rinfresco nei primi giorni (conviene buttarne una parte);
2) conviene fare i rinfreschi la sera per avere il lievito per la panificazione pronto la mattina seguente;
3) dopo il rinfresco rimettere in frigo solo il lievito che non verrà utilizzato. Quello usato per la panificazione va lasciato fuori.
Questa è la foto del mio lievito madre trascorsi i primi 15 giorni, subito dopo il rinfresco.
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