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martedì 19 marzo 2013

Gamberi fritti in pasta choux



Una cosa che in casa mia non manca mai sono i gamberi: freschi o surgelati li cucino molto spesso.
La ricetta che propongo oggi è una variante che ho voluto provare dopo aver visto qualcosa di simile su una rivista di cucina.

Ingredienti:
220/230g di acqua
40g di burro
80g di farina 00 Molino Chiavazza
gamberi sgusciati q.b. (la codina va lasciata vicino il gambero)
3 uova
semi di sesamo (facoltativo)
sale q.b.

Procedimento:
portare a bollore in una casseruola l'acqua con il burro ed un pizzico di sale, dopodichè aggiungere tutta insieme la farina e mescolare con un cucchiaio di legno finchè l'impasto si staccherà dalle pareti.
A questo punto l'impasto va messo in planetaria o in un robot da cucina a farlo intiepidire, quindi si aggiungono una per volta le uova azionando il robot da cucina fino ad ottenere una pastella densa abbastanza da avvolgere i gamberi ma meno consistente della pasta choux per i bignè.
Avvolgere i gamberi nella pastella, cospargerci sopra dei semi dei sesamo (io l'ho fatto solo con alcuni gamberi) e friggere.
Appena la pasta si gonfia e diventa bella dorata prelevare i gamberi dall'olio e far scolare l'olio in eccesso su carta assorbente.
Io ho servito questi gamberi fritti in pasta choux in bicchierini per aperitivo (ho salato leggermente) e mangiato con gusto.
Ho alternato nei bicchieri i gamberi fritti con il sesamo e quelli senza.
A me sono piaciuti molto di più quelli con il sesamo.
Ho provato anche a metterci sopra alcuni qualche goccia di glassa al balsamico e, devo dire, che l'accostamento mi è piaciuto davvero molto.

sabato 12 gennaio 2013

Pettole

Chi è pugliese come me sa come per noi le pettole siano un must immancabile durante il periodo natalizio.
Nella provincia di Taranto la prima pettolata si fa a S. Cecilia (22 novembre) e nel mio paese d'origine le pettolate proseguono fino a San Silvestro, passando per l'immacolata (8 Dicembre), S. Lucia (13 dicembre) e vigilia di Natale.
Fino a qualche anno fa, ora non so se si usa ancora farlo, nel mio paese di origine, il parroco organizzava una mega pettolata davanti al piazzale della chiesa a cui tutti erano invitati, ora che lui non c'è più non so se il suo successore abbia portato avanti questa usanza.
La caratteristica principale delle pettole è data dal tipo di impasto con cui sono fatte.
In realtà gli ingredienti sono i soliti: farina, acqua, lievito, sale. Ciò che cambia è la consistenza.
Infatti, l'impasto delle pettole è molto molle perchè ricco di acqua e proprio per questa sua consistenza viene fritto a cucchiaiate.
La tradizione vuole che una volte fritte vengano passate nello zucchero, ma io le ho sempre preferite con il sale, andando un pò controcorrente.
Mi piace molto anche tagliarle a metà e farcirle con formaggi e salumi o, come in questo caso, con il Bontazola Mauri.

Ingredienti:
1 kg di farina (io ho usato la 00 perchè mia madre usava sempre quella con ottimi risultati) Il Molino Chiavazza
800g di acqua
200/250g di lievito madre o in alternativa un cubetto di lievito di birra
18/20g di sale.

Preparazione:
Impastare tutti gli ingredienti come al solito, in planetaria o in una coppa, e far riposare fino al raddoppio (io l'ho fatto riposare 6/7 ore perchè il lievito madre ha bisogno di un riposo maggiore rispetto al lievito di birra).
Trascorso questo tempo friggere l'impasto a cucchiaiate (vedrete come si gonfieranno!) senza riempire troppo la padella che si usa per friggere.
Le pettole sono cotte quando hanno un bel colore dorato e non sono intrise di olio.
Per la frittura consiglio olio evo oppure olio di semi di arachidi, solo questi oli sono in grado di esaltare il sapore delle pettole.
Una volta cotte passare nello zucchero oppure spolverarle con un pò di sale o mangiarle come si preferisce (come faccio di solito io!)
Stavolta, ad es., mi sono gustata le mie pettole tagliandole in due e spalmandoci sopra del Bontàzola Mauri...   divine!!! Non saprei neanche dirvi quante ne ho mangiate, considerate che ho consumato oltre metà confezione.


martedì 8 gennaio 2013

Torciglioni e stuzzichini di pasta sfoglia

In questo post vi avevo parlato degli aperitivi e antipasti che avevo preparato per la cena di S. Silvestro. Uno di questi aperitivi sono stati questi torciglioni di sfoglia che sono facilissimi da preparate e buonissimi da mangiare, anche il giorno dopo (sempre che avanzino, naturalmente!)
Io li ho preparati in due modi: con prosciutto cotto tritato e provola dolce; salame piccante fontina e nduja.
Ho utilizzato anche due metodi diversi per prepararli: i primi (quelli al cotto e provola) li ho fatti stendendo su un rettandolo di sfoglia la provola tritata e il prosciutto tritato, ho sovrapposto un'altra sfoglia, ho pressato per far aderire bene, ho tagliato dei rettangoli di pasta lungo la lunghezza della sfoglia e poi li ho attorcigliati e posti su una teglia rivestita di carta forno. Li ho spennellati con uovo battuto e poi li ho cotti in forno a 190° fino a doratura.
I secondi li ho fatti spennellando di uovo battuto un rettangolo di sfoglia. Ho posizionato sulla stessa la 'nduja spezzettata, la fontina a dadini piccolissimi e sopra la spianata piccante calabrese che è un salame piccante buonissimo.
Stavolta non ho messo altra sfoglia sopra, ho solo tagliato i rettangoli di pasta e attorcigliato fino a non far quasi vedere il ripieno. Per la cottura ho proceduto allo stesso modo degli altri torciglioni, cioè ho spennellato con uovo battuto e cotto in forno a 190° fino a quando la sfoglia si è gonfiata e dorata per bene.
Tra tutti e due ho preferito in assoluto i torciglioni con la 'nduja. Erano sì piccantissimi e se uno non è abituato è meglio evitarli, ma speciali, davvero speciali, anche perchè si sentiva di più il ripieno rispetto agli altri che avevano una doppia sfoglia.
Quelli che vedete in foto sono i torciglioni ripieni di prosciutto e provola, gli altri sono finiti prima di fotografarli!

Ora passiamo agli altri stuzzichini che ho preparato sempre a S. Silvestro: il forno invocava pietà!
Sono molto simili a questi che ho postato tempo fa anche se si differenziano notevolmente per il ripieno e, quindi, per il sapore.
L'altra volta avevo utilizzato i salamini Beretta, questa volta, invece, ho utilizzato la salsiccia di maiale, ma non una qualsiasi bensì quella di Palizzi il paese di origine di mio suocero, dove la salsiccia la fanno ancora come una volta, mettendoci solo carne di maiale di prima qualità e senza aggiunta di salse o qualsiasi cosa possa modificare il sapore della carne. Si capisce che questa salsiccia è buona anche perchè durante la cottura resta sempre dello stesso spessore, altre salsicce sembrano scomparire.
Anche in questo caso, ho tagliato a misura delle salsicce la pasta sfoglia, l'ho spennellata con l'uovo battuto (operazione necessaria se non si vuole un ripieno che scappa da tutte le parti) ed ho coperto con altra pasta sfoglia tagliata anch'essa a misura e spennellata di uovo battuto dal lato a contatto con la carne.
Ho fatto aderire bene le due sfoglie e chiuso ad incastro la salsiccia tra le stesse. Visto che la salsiccia era molto spessa si sono potuti fare al massimo due occhielli, ma è bello e scenografico quando se ne riescono a fare anche tre o quattro.
A questo punto, essendo la salsiccia più delicata rispetto ai salamini Beretta ed avendo, quindi, la tendenza a sbriciolarsi durante l'operazione di taglio ho pensato di fare un passaggio più lungo in congelatore (dalle 2 alle 3 ore), andando di tanto in tanto a controllare che non si congelasse tutto.
Passato questo tempo ho potuto tagliare delle strisce di pasta per lungo dello spessore di circa 1cm o poco più, ho spennellato con l'uovo battuto solo dalla parte della sfoglia ed ho cotto in forno a 190° fino a doratura della sfoglia e cottura della carne.
Anche questi stuzzichini hanno riscosso un gran successo.

E questa è la focaccia rustica, la cui ricetta la trovate qui, ho solo sostituito il lievito di birra con 150g di lievito madre. La mia soddisfazione più grande è stata il fatto che mi è venuta identica in tutto e per tutto a quella di mia madre (che bello ritrovare i suoi sapori ora che lei non c'è più, ne avevo proprio bisogno).

venerdì 4 gennaio 2013

Panettone gastronomico


Qual è il peggiore incubo di una blogger appassionata di cucina? Sentirsi dire il 30 di dicembre che la sera del 31 si cena a casa sua e avere il timore di non avere il tempo di organizzare una cena all'altezza dell'evento.
Le cose sono più o meno andate in questo modo: domenica 30 dicembre sono andata a pranzo a casa di mia suocera e lei mi dice"allora, domani siamo qua?" e io le rispondo di sì e lei incalza e dice "voglio dire, domani siamo a casa tua? Tuo marito ci ha invitati tutti!" e io pur cadendo dalle nuvole ho detto "sì, per me va bene".
In realtà sono stata anche troppo contenta di organizzare la cena di S. Silvestro, l'unico problema è che non avendo avuto preavviso ho dovuto studiarmi in tutta fretta un menù che fosse all'altezza dell'occasione e, cosa più importante, ho dovuto cercare di gestirmi al meglio il tempo perché il 31, oltretutto, dovevo anche lavorare.
Nel pomeriggio mi sono studiata il menù che comprendeva una serie di stuzzichini e aperitivi e due primi, per il secondo aveva detto mia suocera che avrebbe provveduto a preparare cotechino con contorno di lenticchie e purè di patate.
I miei aperitivi e stuzzichini sarebbero stati: panettone gastronomico, focaccia rustica pugliese, alici ripiene, torciglioni di pasta sfoglia e stuzzichini di sfoglia di diversi gusti.
I due primi, invece, erano. tagliolini agli scampi su cialda al parmigiano e lasagne ai gamberi (la sfoglia da preparare rigorosamente a mano!)
Come al solito ho scelto un menù ambizioso e ricco e fino all'ultimo ho temuto di non farcela, ma alla fine, grazie anche al fatto che ho cominciato a fare qualcosa dalla sera del 30 e che non mi sono fermata un momento da quando sono tornata dal lavoro il 31, sono riuscita a mettere tutto in tavola e con ottimi risultati.
Tornando al panettone gastronomico, era la prima volta che lo facevo e avendo trovato diverse ricette in rete non sapevo su quale orientarmi e alla fine ho deciso di fidarmi di una trovata sul sito enogastronomico Cookaround e devo dire che il risultato è stato davvero fantastico, ho ricevuto tanti di quei complimenti che non posso fare a meno di consigliare anche a voi questa ricetta.
La ricetta non la riporto integralmente perché ho inserito il link diretto per trovarla su Cookaround (dove c'è anche un utilissimo passo passo), mi limiterò a dirvi la lista degli ingredienti e a dirvi alcune varianti che ho adottato.
 La lista degli ingredienti è composta da:: 250g di farina manitoba Il Molino Chiavazza, 250g di farina, 250g di latte, 80g di burro morbido, 40 g di zucchero, 15g di lievito di birra, 10g di sale, 3 tuorli.
Le varianti che ho applicato rispetto alla ricetta originale sono le seguenti: al posto del lievito di birra ho usato il lievito madre, ho prolungato i tempi di riposo e ciò ha fatto sì che l'impasto si triplicasse anzichè raddoppiasse e ciò chiaramente lo ha reso più leggero e soffice e, infine, durante la cottura, per mantenere umidità all'interno del forno, ho disposto su una placca ad un livello inferiore del panettone dei cubetti di ghiaccio.
Un'ultima cosa che ho fatto, ma che sconsiglio vivamente di fare, è stato praticare un incisione a croce sull'impasto prima di cuocerlo, la stessa incisione che si pratica sui panettoni dolci, questa operazione ha sgonfiato, fortunatamente solo di qualche millimetro, l'impasto che comunque in forno è cresciuto ancora.
Per quanto riguarda la farcitura è composta da:
1° strato - maionese e prosciutto cotto (ci andava bene anche una foglia di lattuga, ma mio marito me l'ha portata troppo tardi!)
2° strato: mozzarella di bufala a fettine piuttosto spesse e prosciutto crudo
3° strato: salsa tonnata, fettine di salmone affumicato e due fili di erba cipollina tagliuzzati
4° strato: fettine di mozzarella di bufala, pomodorini tagliati a rondelle, olio, sale e pepe (in pratica, una caprese)
5° strato: salame napoli e sottilette Inalpi

Dopo aver guarnito a piacere il panettone gastronomico, e prima di metterlo in tavola, l'ho tagliato in 4 parti, così ognuno ha potuto decidere quale farcitura scegliere, fetta dopo fetta.
Vi ripeto che è stato un successone!


giovedì 3 gennaio 2013

vol-au-vent con mortadella e taleggio

Il 26 dicembre scorso, a S. Stefano quindi, mio marito per paura di mangiare gli avanzi del giorno di Natale a casa di mia suocera, mi ha chiesto di restare a casa nostra e di preparare io qualcosa.
Pur venendo da due abbuffate consecutive, quella della vigilia e quella del giorno di Natale, non me la sono sentita di far passare questo giorno di festa in sordina, mangiando magari un brodo di dado e mi sono studiata un menù dell'ultimo momento che ha comunque soddisfatto me e mio marito, le bimbe sono rimaste a pranzo dalla nonna.
Come aperitivo ho preparato dei vol au vent alla mortadella e bon tàleggio Mauri e come primo un risotto agli asparagi e salsiccia, ma la ricetta del risotto la riporterò appena avrò un minuto libero nel mio blog dedicato alle verdure V di Verdura.
Occupiamoci ora dei vol au vent alla mortadella e bon taleggio Mauri.

Ingredienti:
10 vol-au-vent di pasta sfoglia già pronti
120gr di mortadella in fetta unica
70gr di bon taleggio Mauri
una trentina di pistacchi sgusciati
un pizzichino di sale
latte q.b. (se serve)

Preparazione:
per prima cosa, passare i vol-au-vent per qualche minuto in forno caldo a 180°, per renderle fragranti.
Tagliare a dadini la mortadella e passarla nel mixer insieme al formaggio, una ventina di pistacchi, un pizzichino di sale e un goccio di latte per rendere cremosa la mousse.
Trasferire il composto in un sac a poche e riempire con la mousse i vol-au-vent e guarnire con i pistacchi rimasti tritati al coltello.
A me sono piaciuti davvero tanto e in più sono anche molto scenografici.

domenica 30 dicembre 2012

Triglie al vino bianco

Qualche settimana fa ho acquistato delle meravigliose triglie freschissime e dopo averne cucinato una parte, le restanti le ho pulite e congelate.
Ieri faceva molto freddo e non avevo voglia di uscire di casa per fare la spesa e allora ho tirato fuori dal congelatore le triglie e ho ritrovato in loro la stessa bontà di quando le avevo acquistate, questo perché erano freschissime, mai congelare del pesce non fresco.

Ingredienti:
6 grosse triglie
1 spicchio d'aglio tagliato in due
un mazzetto di prezzemolo tritato
un bicchiere di vino bianco
30/40 g di olio evo Dante
sale, peperoncino piccante o in alternativa pepe nero

Preparazione:
versare l'olio evo Dante in una capiente padella antiaderente e soffriggere l'aglio il peperoncino a pezzetti e parte del prezzemolo. Unire al soffritto le triglie e far cuocere per circa due minuti per lato, le triglie devono dorarsi per bene, salare e sfumare con il vino bianco.
Quando il vino sarà evaporato, spegnere il fuoco ed impiattare arricchendo le triglie con il loro fondo di cottura e con il restante prezzemolo tritato.
A me è piaciuto tantissimo ed è anche una ricetta che si realizza velocemente.



giovedì 20 dicembre 2012

Cozze gratinate


Possono mai mancare le cozze sulle nostre tavole natalizie? Io direi proprio di no!
Quantomeno non possono mancare sulla mia tavola.
Sono cresciuta vedendo mia madre sgusciare kg e kg di cozze, lei diceva che le cozze migliori si trovano nei mesi senza la "r", quindi, da maggio fino ad agosto.
Benchè lei avesse senz'altro ragione, io, quando posso, mangio le cozze anche nei mesi con la "R" e dicembre con i suoi cenoni ne è la dimostrazione.
La caratteristica di queste cozze gratinate è che il ripieno è molto morbido e cremoso e, anche dopo la cottura, mantiene le cozze belle umide e non asciutte.
A me sono piaciute molto.

Ingredienti:
cozze q.b.
qualche pomodorino
olio evo Dante q.b.
1 ciuffo di prezzemolo
1 spicchio d'aglio (facoltativo)
capperi sotto sale q.b.
100g di pangrattato
sale e pepe

Lavare le cozze sotto acqua corrente, eliminare le barbe, aprirle a crudo eliminando una valva per ciascuna cozza, avendo cura di raccogliere e conservare il liquido contenuto al loro interno.
Lavare i pomodorini, tagliarli a metà, eliminare i semi e l'acqua di vegetazione e farli a dadini.
Sciacquare i capperi per elimianre il sale di conservazione, quindi asciugarli con foglio di carta assorbente da cucina.
Raccogliere nel bicchiere del mixer il pangrattato, il prezzemolo sminuzzato, i capperi e l'aglio (io non l'ho messo). Aggiungere 5-6 cucchiai di olio evo Dante, l'acqua delle cozze e frullare alla massima velocità (se l'acqua è molta, ridurre la quantità di olio).
Condire con un pizzico di sale (meglio non esagerare perché le cozze sono già sapide), profumare con una macinata abbondante di pepe e frullare ancora.
Trasferire tutto in una ciotola con la dadolata di pomodori e mescolare.
Riempire la valva delle cozze con il composto ottenuto e disporre su una teglia, infornare a 160°/170° a forno già caldo e far cuocere per una decina di minuti.
Sono ottime sia calde che fredde.


Non dimenticate che sulla pagina Facebook “Olio Dante” è stata lanciata l’iniziativa “Ci vediamo in Piazza Dante”, per richiamare l’italianità del brand e scoprire i luoghi dedicati al “Sommo Poeta” in ogni città d’Italia: strade, statue, monumenti maestosi, vicoletti caratteristici, piazze turistiche e viali trafficati che ci raccontano ogni giorno il nostro meraviglioso Paese.
Pubblicando le foto di questi siti sulla bacheca di Olio Dante, sarà possibile taggare gli amici e commentare episodi legati a quel particolare luogo, partecipando al contest che si concluderà il 12 gennaio 2013: tra le immagini più apprezzate dal popolo di Facebook, ne saranno selezionate 12 per realizzare il calendario 2013 di Olio Dante "100% Italiano"!
E non finisce qui: ogni settimana la foto più popolare sarà scelta come immagine della copertina del diario di Olio Dante!
Siete pronti a far scoprire le vostre città ed a scegliere le vostre foto preferite?

Di seguito, inoltre, potrete leggere il comunicato stampa sull'iniziativa degli Oleifici Mataluni, che daranno la possibilità a giovani laureandi di svolgere un tirocinio formativo nell’Area Digital.
Obiettivo del progetto “Io merito…un’opportunità” - ideato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Benevento, in collaborazione con la Facoltà di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università degli Studi del Sannio - è di istituzionalizzare il rapporto tra mondo accademico e mondo economico, finalizzato a creare opportunità concrete per gli studenti più meritevoli.


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OLEIFICI MATALUNI, TIROCINI FORMATIVI PER I TALENTI DEL DIGITALE
Lo stage aziendale offrirà a giovani laureandi la possibilità di formarsi e specializzarsi nell’Area Digital


Giovani, creativi e nativi di internet è il profilo degli studenti universitari che avranno la possibilità di svolgere un tirocinio formativo nell’Area Digital degli Oleifici Mataluni di Montesarchio (Benevento).
Dopo aver aderito al progetto “Io merito…un’opportunità” - ideato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Benevento, in collaborazione con la Facoltà di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università degli Studi del Sannio - gli Oleifici Mataluni accoglieranno in azienda cinque giovani laureandi dell’Ateneo sannita, che avranno l’opportunità di analizzare ed ideare progetti social destinati ad aumentare il grado di interattività delle pagine facebook di Olio Dante e Olio Condisano.
E’ già tempo, dunque, di lasciarsi alle spalle i banchi di scuola e di passare dietro alla scrivania per Anna Maria De Stefano, Consiglia Sebastianelli e Dario Sistini, iscritti alla Facoltà di Scienze Economiche e Aziendali (indirizzo Manageriale), che hanno partecipato al corso di Social Media Marketing curato dalla Prof.ssa Giuliana Saccà, Docente di Marketing Territoriale.
Proprio recentemente, i tre universitari si sono classificati al secondo posto in occasione del XXIV Premio Marketing Edizione 2012, prestigiosa competizione organizzata dalla Società Italiana di Marketing, che ogni anno si rivolge ai laureandi in Economia per valutare i migliori piani marketing su casi aziendali reali. E non solo.
Sempre nell’ambito della nuova strategia comunicativa dedicata a social network e web 2.0, gli Oleifici Mataluni affiancheranno gli stagisti Antonello D’Avino ed Ester Porciello, laureandi del Corso in Economia e Commercio dell’Università degli Studi di Benevento (indirizzo Aziendale), e Donatella Zampelli, iscritta al Master in Comunicazione Multimediale dell’Enogastronomia dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e del Gambero Rosso.
“L’obiettivo - spiega Vincenzo Mataluni, Amministratore Delegato degli Oleifici Mataluni - è proprio quello di istituzionalizzare il rapporto tra mondo universitario e mondo economico, finalizzato a creare opportunità concrete per studenti meritevoli, e a formare nuove professionalità nel campo digitale. I giovani rappresentano la nostra prima risorsa. Basti pensare che la media di età in azienda è di 29 anni su circa 200 dipendenti, scendendo fino a 26 anni se ci riferiamo solo agli uffici. I social network - conclude Mataluni - sono decisivi per ringiovanire il nostro target, interagire con i consumatori e condividere i nostri valori in rete, creando una vera e propria comunità virtuale attraverso nuovi linguaggi e strumenti innovativi che solo i nativi digitali sanno intercettare e interpretare”.
Continua, dunque, la politica di valorizzazione dei giovani del territorio che contraddistingue da sempre gli Oleifici Mataluni. Dopo aver siglato una convenzione con il Centro per l’Impiego della provincia di Benevento per l’inserimento di 11 neodiplomati e dopo aver partecipato al MeetJob 2012, selezionando tre studenti del corso di laurea in Tecnologie Viticole, Enologiche, Alimentari dell'Università di Oristano per un tirocinio ad alto contenuto di specializzazione nella Divisione Ricerca e Sviluppo, gli Oleifici Mataluni hanno confermato anche l’adesione al bando promosso dalla Regione Campania sui dottorati di ricerca in azienda, che incontrano l’esigenza di ricerca del mondo accademico e la necessità di innovare e di essere maggiormente competitivi delle industrie.


mercoledì 5 dicembre 2012

Stuzzichini di pasta sfoglia

Per la mia cena finger food, di cui vi ho parlato qui, ho realizzato dei pratici e gustosi stuzzichini realizzati semplicemente con pasta sfoglia e salamini Beretta.
Ecco come ho fatto: ho srotolato un rotolo di pasta sfoglia confezionata e l'ho spennellato di uovo battuto.
Ho poi posizionato sulla stessa, distanziandoli, dei salamini beretta fino a raggiungere la metà della larghezza della sfoglia, quindi, l'altra metà gliel'ho avvolta sopra cercando di attaccarla bene e delineare lo spazio tra un salamino e l'altro.
Ho messo a riposare la sfoglia in congelatore per una mezz'ora circa, quando l'ho ripresa ho tagliato i miei stuzzichini con uno spessore di meno di un cm, li ho spennellati con altro uovo battuto e li ho infornati a 190° fino a doratura.
Vi assicuro che sono buonissimi!

martedì 27 novembre 2012

Focaccia rustica


Prendendo spunto da una ricetta di Laura Ravaioli, ho realizzato questa focaccia apportando delle piccole, ma essenziali, modifiche per meglio adattarla ai miei gusti.
Avendo i minuti contati, vi riporto subito gli ingredienti senza dilungarmi nella presentazione della ricetta.

Ingredienti:
400g di farina
1 cubetto di lievito di birra
150g di latte
75g di burro morbido
75g di strutto
1 uovo
100g di fontina tritata finemente
60g di prosciutto cotto tritato finemente
60g di mordadella tritata finemente
50g di parmigiano grattugiato
1 pizzico di sale
olio extravergine di oliva Dante q.b.

Procedimento:
Sciogliere il lievito nel latte. Se, come nel mio caso, si usa la planetaria, inserire al suo interno la farina, un abbondante pizzico di sale, strutto e burro e azionare la foglia e lasciarla in funzione finchè l'impasto risulterà sbricioloso. Incorporare, quindi, l'uovo e il latte con il lievito. Riazionare la foglia e dopo qualche secondo aggiungere il prosciutto, la mortadella e i formaggi tritati e impastare il tutto finchè risulterà un impasto liscio. La lavorazione va effettuata per tutto il tempo a bassa velocità.
Raccogliere l'impasto dalla planetaria e lavorarlo un pò a mano e formare la classica palla che andrà fatta lievitare fino al raddoppio.
Oleare per bene una teglia e quando l'impasto sarà ben lievitato, riprenderlo e allungarlo leggermente con il mattarello per portarlo alla misura della stessa, aiutandosi anche con le mani.
Con i rebbi di una forchetta fare dei buchi sulla superficie della focaccia, salare in superficie e far lievitare per altri 10 minuti prima di infornare a 200° per 20/25 minuti.
E' buona calda, ma fredda, secondo me, è anche meglio.
In realtà questa focaccia dovrebbe venire meno spessa di quanto si vede in foto, ma io ho preferito usare una teglia più piccola, quindi, la mia focaccia è risultata un pò spessa.
Lo spessore della focaccia incide sulla sua morbidezza, se la preferite più asciutta allora optate per una focaccia più sottile, altrimenti un pò più spessa vi donerà una focaccia più soffice ed umida al suo interno.

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Se vi fa piacere, qui sotto potrete leggere il comunicato stampa inerente il riconoscimento assegnato a Milano agli Oleifici Mataluni, che si sono aggiudicati il "DM Awards 20123" per il miglior sito internet nella categoria Industria di marca. Il concorso, giunto alla sua III edizione e patrocinato da ADM (Associazione della Distribuzione Modena) e da Assodigitale, ha registrato 77 siti web candidati (63 in rappresentanza dell'Industria di marca e 14 della Distribuzione). Nen 3221 le preferenze espresse per il sito oliodante.com, di cui 2971 voti da parte degli utenti che hanno votato online, e 250 da una giuria qualificata.
Un risultato ancora più importante, considerato che il sito è attivo solo dal primo settembre 2011 ed è stato sviluppato internamente dall'Area Grafica e Comunicazione degli Oleifici Mataluni, con il supporto della Core e Pixsael ICT Solution, società sannite specializzate nella realizzazione di sistemi informatici e siti web.



GLI OLEIFICI MATALUNI VINCONO I “DM AWARDS 2012”
Oliodante.com eletto miglior sito delle Industrie di marca da consumatori ed esperti

Gli Oleifici Mataluni si aggiudicano l’edizione 2012 dei “DM Awards”, il riconoscimento assegnato da consumatori ed esperti di settore che premiano ogni anno il miglior sito internet delle aziende del largo consumo.
Il sito web di Olio Dante è risultato vincitore nella categoria Industria di marca, per la sezione “Contenuti” che valuta il grado di interesse e fruibilità delle notizie pubblicate.
Ben 3221 le preferenze espresse per il sito oliodante.com, di cui 2971 voti da parte degli utenti che hanno votato online, e 250 dalla giuria qualificata, composta da Daniele Tirelli, Presidente di Popai, Salvatore Sagone, Direttore del quotidiano online ADV Express, Sabrina Bellodi, Field Marketing Manager di IBM e Armando Brescia, Direttore di Distribuzione Moderna.
Per quanto riguarda la classifica finale su un totale di 48.250 voti, gli Oleifici Mataluni hanno ottenuto il punteggio più alto in assoluto, superando in ordine di preferenze anche i vincitori della categoria Distribuzione.
Un risultato ancora più importante, dunque, considerato che il sito è attivo solo dal primo settembre 2011 ed è stato sviluppato internamente dall’Area Grafica e Comunicazione degli Oleifici Mataluni, con il supporto della Core e Pixsael ICT Solution, società sannite specializzate nella realizzazione di sistemi informativi e siti web.
Con uno stile minimalista, oliodante.com propone contenuti dinamici, aggiornati quotidianamente e di facile fruizione, grazie anche ad una piattaforma integrata di accesso alla pagina Facebook, al canale YouTube e ai principali Food Blog. Nel corpo superiore del sito, trova spazio il menu generale da cui si accede alla storia del brand, alla vetrina prodotti con le schede nutrizionali, all’area stampa, alla sezione “salute e benessere” che ospita interessanti articoli e suggerimenti dei ricercatori degli Oleifici Mataluni. Ma il vero fiore all’occhiello del “Sommo Poeta” in versione web 2.0, è rappresentato dal ricettario interattivo, arricchito ogni giorno dai food blogger ed aperto al contributo di utenti e gourmet.
Il concorso, giunto alla sua III edizione e patrocinato da ADM (Associazione della Distribuzione Moderna) e da Assodigitale, ha registrato 77 siti web candidati (63 in rappresentanza dell’Industria di marca e 14 della Distribuzione).
Sei i riconoscimenti conferiti a Milano: per la categoria Industria, hanno vinto gli Oleifici Mataluni - Olio Dante nella sezione “Contenuti”, Sisma Group - Cotoneve (Design) e La Molisana (Interattività); per il settore Distribuzione, si sono aggiudicate il concorso le catene Crai (Contenuti), Sigma (Design) e Billa (Interattività).
Alla cerimonia di premiazione, sono intervenuti Gianpaolo Costantino, Business Solutions Director di SymphonyIRI; Carolina Gerenzani, Retail & Shopper Specialist di TNS; Giuseppe Convertini, di TradeLab; Eugenia Burchi, Social Media Analyst di Blogmeter; Thomas Campaner, Digital Marketing Specialist di Ikea Italia, e Armando Brescia, Direttore della testata Distribuzione Moderna che ha ideato il concorso

Da non perdere anche il comunicato stampa relativo alla puntata di "Ricette di famiglia", condotta su rete 4 da Davide Mengacci ed andata in onda giovedì 22 novembre, alle ore 10.50, da Cerreto Sannita (BN), dove ha visitato i luoghi più suggestivi del Sannio alla ricerca dei sapori del territorio.




RICETTE DI FAMIGLIA, ALLA RICERCA DELL’OLIO SANNITA
Giovedì 22 novembre, alle ore 10,50, il programma di Mengacci fa tappa a Cerreto Sannita

L'inconfondibile gusto dell'olio sannita arricchirà le pietanze della prossima puntata di "Ricette di Famiglia", il programma all'insegna della tradizione e della gastronomia tipica, condotto ogni giorno su Rete4 da Davide Mengacci e dall'inviata speciale Michela Coppa.
Giovedì 22 novembre, alle ore 10,50, la trasmissione itinerante farà tappa anche a Cerreto Sannita (Benevento), visitando i luoghi più suggestivi del Sannio alla ricerca del buongusto e dei sapori del territorio.
Nella puntata dedicata al principe dei condimenti, non potevano mancare gli Oleifici Mataluni, il complesso agroindustriale oleario di Montesarchio che raggruppa 23 marchi storici tra cui Dante, Topazio, Olita, OiO e Vero.
Nel corso del programma, sarà intervistata Maria Savarese, ricercatrice del Centro di ricerca degli Oleifici Mataluni, in qualità di assaggiatrice esperta di oli di oliva e capo panel.
“L’olio di oliva del Sannio - afferma la ricercatrice Maria Savarese - rappresenta una eccellenza del nostro territorio. E' un olio di elevata qualità nutrizionale e sensoriale, caratterizzato da un fruttato medio intenso con note erbacee di mela e pomodoro, ottimo per esaltare i prodotti tipici sanniti”.
Quindi, toccherà ad una cuoca improvvisata e ad uno chef professionista mettersi alla prova, cimentandosi con i fornelli e preparando le tipiche ricette beneventane, accompagnate anche dai prodotti di alta qualità degli Olelifici Mataluni, tra cui Olio Lupi, Dante e Condisano, il nuovo Olio Extravergine "100% Italiano" arricchito con la vitamina D.

giovedì 26 luglio 2012

Il polpo che non t'aspetti!

Circa 8 anni e mezzo fa, quando mio marito non era ancora il mio fidanzato e cominciavamo appena a frequentarci, mentre io trascorrevo un periodo di ferie di una settimana a casa mia, mi raggiunse nel mio paesino percorrendo tra andata e ritorno circa 800km in un giorno (se glielo ricordo oggi, dice che era venuto a trovarmi solo a perdita di tempo e perchè voleva farsi una passeggiata. Gli uomini e il loro sciocco orgoglio!!!)
All'epoca, seppur non provassi ancora interesse nei suoi confronti, mi sentivo molto lusingata da questo suo modo di fare (modo di fare che di lì a poco mi ha conquistata!).
Per ricambiare il suo lungo viaggio solo per vedermi, invitarlo a pranzo in un ristorante mi sembrò il minimo.
Scelsi un ristorante aperto da poco di cui tutti parlavano bene e arrivati lì optammo per un menù di mare.
Ricordo che ci portarono un antipasto a base di polpo che lasciò entrambi sorpresi: si trattava di un polpo pressato e tagliato a fettine sottilissime (come si fa con il prosciutto per intenderci) e insaporito ad arte.
Da allora non l'ho più mangiato, fino a quando non ho visto per caso in TV la ricetta per prepararlo in casa.
Rimangiare il polpo fatto in quel modo è stato uno splendido tuffo nel passato, oltre al fatto che così è davvero squisitissimo.
A proposito... in quel ristorante circa un anno dopo abbiamo festeggiato la nostra promessa di matrimonio (niente male per uno che si era fatto tanta strada solo per farsi una passeggiata!).

Ingredienti:
1kg di polpo fresco
pepe in grani q.b.
olio, limone, pepe macinato fresco e prezzemolo q.b.

Procedimento:
lessare il polpo per il tempo necessario a renderlo tenero (un'ora circa) in acqua arricchita di pepe nero in grani.
Una volta cotto, togliere la testa al polpo e mettere il resto in una bottiglia di plastica (quelle dell'acqua vanno bene) tagliata a metà e pressare, aiutandosi eventualmente con un batticarne, avendo cura di far uscire il liquido in eccesso. Lasciar riposare il polpo in questo modo, in frigo, per almeno 20/24 ore. Dopodichè, prima di affettarlo (preferibilmente con una affettatrice per farlo sottile e con fettine regolari) passarlo una ventina di minuti nel congelatore. Non avendo l'affettatrice io ho affettato il polpo con il coltello, l'ho posizionato in un piatto e condito con olio, limone, pepe macinato sul momento e prezzemolo tritato.
E' ottimo!!!

martedì 24 luglio 2012

Carpaccio di melone

In questa estate torrida, a parte la pausa portata dall'anticiclone Circe, si sente più che mai il bisogno di reidratarsi e rinfrescarsi continuamente. Certo, non si può sempre ricorrere a ghiaccioli, gelati o bevande fresche super zuccherate per non patire continuamente il caldo, un'alternativa per rinfrescarsi e rigenerarsi può essere ricorrere a un bel piatto freddo, studiato per apportare principi nutritivi utili al nostro corpo e che nel contempo ci aiuti a combattere il caldo.
Il piatto che sto per presentarvi ha proprio questi aspetti positivi: si possono unire i benefici reidratanti del melone alle proteine dei gamberi e nel complesso si può dire di aver assunto un piatto abbastanza completo, sano e leggero.

Ingredienti:
1/2 melone retato o cantalupo
10 grossi gamberi
1 spicchio d'aglio
cognac q.b.
1/2 limone (succo e scorza)
q.b. olio evo, sale e pepe.

Preparazione:
Sbucciare il melone come fosse una mela, tagliarlo in due parti e utilizzare una metà dello stesso, che andrà tagliata a fettine il più sottili possibile. Adagiare le fettine di melone su una pirofila e cospargere le stesse di sale, pepe, olio e la scorza grattugiata del limone e far macerare il tutto per almeno un paio d'ore.
Intanto, versare un filo d'olio in una padella antiaderente e rosolarci velocemente lo spicchio d'aglio (che io ho preferito lasciare intero) e i gamberi privati del carapace, ma non della testa. Sfumare con il cognac e far fiammeggiare, quindi spegnere il fuoco e salare leggermente i gamberi. Quando i gamberi si saranno raffreddati per bene si potrà comporre il piatto. Disporre a raggiera le fettine di melone con sopra i gamberi (a cui ora si priverà la testa) tagliati a metà nel senso della lunghezza e insaporire il tutto con il fondo di cottura dei gamberi (se ce n'è) e con la marinatura del melone.
Questo antipasto si potrà servire subito oppure lo si potrà far riposare ancora in frigo.
Vi assicuro che è sfiziosissimo!

Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Food 140

lunedì 23 luglio 2012

Le sarde innamorate

Per chi, come me, adora il pesce azzurro questa è una ricetta imperdibile.
Il nome: "sarde innamorate", deriva dal fatto che le sarde sembrano abbracciarsi e baciarsi, donandoci profumi e sapori del mare e della terra.
La preparazione di questo piatto è semplicissima e gli ingredienti pochi e reperibili senza difficoltà.

Ingredienti:
sarde (più grandi sono meglio è)
mozzarella fiordilatte q.b.
uova q.b.
farina q.b.
pangrattato q.b.
sale e pepe q.b.

Preparazione:
eviscerare e lavare le sarde, privandole anche della testa e della lisca interna, cercando però di lasciare attaccata la coda. Mettere nel centro di metà sarde un pò di mozzarella e richiudere con l'altra metà, premendole bene e avendo cura di lasciare all'esterno la pelle di ciascuna sarda.
Passare nella farina, premere bene e poi passare nell'uovo sbattuto e infine nel pangrattato.
Friggere le sarde innamorate per il tempo necessario a dorarsi e scolarle su carta assorbente. Impiattare e salare e pepare a piacimento.
Sono gustosissime!
Buon appetito!

N.B.: gli ingredienti sono tutti q.b., perchè le quantità di ciascuno dipenderanno da quante sarde si vorrà friggere.


domenica 13 maggio 2012

Profiteroles alla ricotta, prosciutto e emmenthal

Con mia somma felicità, il termine per l'invio delle ricette che partecipano al contest di "Rosso lampone" è stato prorogato ad oggi 13 maggio.
Ne sono felice perchè proprio l'altro ieri ho preparato questo delizioso profiteroles che credo faccia proprio al caso di questo contest:
Infatti, la mia ricetta consiste nell'aver preparato un profiteroles che dall'aspetto sembra un dolce e invece è un piatto salato.
Per prima cosa ho preparato i bignè con un ingrediente speciale: il parmigiano.
Poi ho preparato un ripieno altrettanto speciale con ricotta e prosciutto cotto.
Siete abbastanza curiosi di conoscere questa ricetta? Allora partiamo con gli ingredienti!

per i bignè al parmigiano:
210g di acqua
90g di burro
90g di farina per dolci e sfoglie Rosignoli
3 uova intere
40g di parmigiano grattugiato
1 pizzico di sale
1 punta di coltello di lievito per dolci

per la farcia:
250g di ricotta fresca vaccina
200g di prosciutto cotto
1 pizzico di sale

Fonduta all'emmenthal:
250g di emmenthaler
100 ml di latte
30g di parmigiano grattugiato

Procedimento:
Per prima cosa ho preparato i bignè mettendo a scaldare l'acqua in una casseruola dal fondo antiaderente, in cui ho messo a sciogliere il burro. Appena il burro si è sciolto e l'acqua è arrivata ad ebollizione ho aggiunto tutta insieme la farina setacciata ed ho mescolato energicamente con un cucchiaio di legno finchè si il composto ha cominciato a staccarsi dalle pareti e la farina si è cotta per bene.

A questo punto ho messo il composto nella mia impastatrice, ho aggiunto il parmigiano e ho mescolato il tutto per bene per farlo sciogliere ed incorporare. Quindi, ho raffreddato un pò l'impasto spalmandolo sulle pareti, ho aggiunto un uovo ed ho cominciato ad impastare. Quando il primo uovo si è ben incorporato ho aggiunto il secondo e via via anche il terzo. Come ultimo ingrediente ho aggiunto il lievito per dolci, ma proprio una punta di coltello e non di più.
Ho messo il composto nel sap e, su una teglia rivestita di carta forno, ho realizzato dei bignè che ho poi cotto in forno per circa 25 minuti a 180°.
Intanto ho preparato la farcia tritando e mescolando insieme la ricotta, il prosciutto ed un pizzico di sale.
Una volta raffreddati i bignè, con la punta di un coltello li ho incisi alla base e li ho riempiti con la farcia e li ho posizionati sul piatto di portata. Completata la torre di bignè, ci ho cosparso sopra una fonduta realizzata con emmenthaler, parmigiano e latte, fusi insieme e poi passati al colino.
Ed ecco il mio profiteroles salato che può tranquillamente passare per un profiteroles al limone o con glassa al cioccolato bianco. 


Mia suocera è stata la prima vittima dell'inganno, pensava si trattasse di un profiteroles dolce. 
Simpatica ricetta, vero? Ed è anche buonissima, fidatevi! 







lunedì 30 aprile 2012

Cornetti e tortelloni al salmone

Qualche volta si ha voglia di mangiare qualcosa di sfizioso, ma non si ha voglia di stare ai fornelli.
Ecco la soluzione ottimale: i cornetti e i tortelloni al salmone.


Questa ricetta torna utile anche quando si vuole offrire ai propri ospiti un originale aperitivo che sia anche: leggero, gustosissimo sia caldo che freddo e veloce da preparare.

Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia
salmone affumicato quanto basta (non meno di 100g)
100g di ricotta (di capra è meglio, ma in alternativa va bene anche quella vaccina)
1 uovo intero
un ciuffo di prezzemolo
semi di sesamo q.b.
sale q.b.

Procedimento:
mettere in un ciotola l'uovo con un pò di acqua e sbatterlo per qualche secondo con una forchetta.
Inserire nel bicchiere del frullatore ad immersione: il prezzemolo, la ricotta, il salmone ed un pizzico sale.
Tagliare la pasta sfoglia a quadroni per i tortelloni, a triangoli isoscele per i cornetti, e spennellarli con l'uovo.
A questo punto metterci sopra un pò di farcia al salmone e comporre i tortelloni e i cornetti.
Posizionare i tortelloni e i cornetti su una teglia rivestita di carta forno e spennellarne la superficie con l'uovo sbattuto con l'acqua e cospargere di semi di sesamo decorticato.
Infornare a 200° fino a doratura degli stessi (8/10 minuti circa).
Sono degli ottimi aperitivi... Buon appetito!

giovedì 5 gennaio 2012

Cheese cake al salmone

Anno nuovo, ricette nuove! Come aperitivo, per la cena tra amici organizzata ieri sera, ho pensato di provare a fare una cheese cake salata. Ho improvvisato un pò, pensando che tutti gli ingredienti da me scelti potessero stare bene insieme, infatti, così è stato. Il risultato è piaciuto tantissimo a me ed anche ai miei commensali.

Ingredienti per la base (guscio):
200gr di crackers (io ho usati quelli Mulino bianco)
60gr di rucola
80gr di burro

Ingredienti per il ripieno:
250gr di mascarpone
200gr di salmone affumicato
200gr di panna da cucina
3 philadelphia al salmone (150gr)
salmone e rucola per guarnire
4 gr di gelatina in fogli

Procedimento:
per prima cosa tritare e miscelare nel mixer gli ingredienti che andranno a formare il guscio. Frullare fino ad ottenere un composto omogeneo (per facilitare l'operazione si può usare del burro già morbido).
Mettere il composto in una tortiera (o stampo) a cerniera coperto di carta forno, dopodichè far riposare in frigo per 10/15 minuti. Intanto far ammorbidire la gelatina nell'acqua. Tritare e mescolare insieme il salmone, metà panna, il philadelphia al salmone e il mascarpone. Scaldare la panna rimasta in un pentolino ed aggiungervi la gelatina ammorbidita e strizzata. Aggiungere il composto di anna e gelatina alla crema di mascarpone e salmone e mescolare. Riprendere dal frigo il guscio della cheese cake e coprire con la crema al mascarpone e salmone. Livellare bene la superficie e rimettere in frigo a riposare per almeno 6/7 ore. Prima di servire la  cheese cake, decorare a piacere con salmone e rucola.
Buonissimissima!

martedì 29 novembre 2011

Mini quiche lorraine

Adoro queste mini quiche lorraine. Sono così buone che ho cominciato a mangiarle che erano ancora calde (anzi diciamo pure bollenti!) e quando finalmente erano della giusta temperatura, ne era rimasta ormai una sola.
Si è verificata una scena tipo... di chi è l'ultimo mon cheri? Alla fine della battaglia per l'ultima quiche lorraine l'ho spuntata io e ne sono felice, strapiena ma felice!

Ingredienti:
1 rotolo di pasta brisèe
70gr di pancetta affumicata a dadini
1 uovo e 1 tuorlo
2dl di panna
emmenthaler grattugiato 4 cucchiai circa
burro per lo stampo
sale e pepe

Procedimento:
Rosolare la pancetta in padella per un paio di minuti e scolarla su carta ssorbente. Imburrare una teglia per muffin con 6 pozzetti. Ritagliare dalla brisèe 6 dischi e rivestire le vaschette.
Sbattere l'uovo e il tuorlo con metà dell'emmenthal e la panna. Salare e pepare. Riempire le quiche con la pancetta e la crema di formaggio. Ricavare delle strisce dai ritagli di pasta, incrociarle su ogni quiche (a mò di crostata) e ultimare con l'emmenthal rimasto. Infornare a 180° per 20 minuti circa o comunque fino a quando avranno preso un bel colore dorato.



Con questa ricetta partecipo al contest:

domenica 13 novembre 2011

Focaccia ripiena di cipolle, acciughe e olive



Anche con questa ricetta partecipo al contest di Natale, indetto da "Pecorella di Marzapane" con la collaborazione di:


Nel post precedente avevo già parlato di questa focaccia, poichè è tipica delle mie parti e si prepara nel periodo natalizio. A casa mia, esattamente, veniva preparata il 07/24/31 dicembre, in pratica le vigilie delle festività segnate di rosso sul calendario (Immacolata, Natale, Capodanno). La caratteristica di questa focaccia è sia l'impasto, che prevede degli ingredienti abbastanza insoliti, quali pepe e olio in gran quantità, sia il ripieno. Principe assoluto del ripieno sono le cipolle novelle che si trovano solo per un breve periodo di tempo e difficilmente prima della metà di novembre. Di queste cipolle se ne usano una gran quantità per realizzare un buon ripieno.
Passiamo ora alla ricetta!

Per la focaccia:
500gr di farina 00
100ml circa di olio
1 cucchiaio raso di sale grosso
acqua q.b.
1/2 cubetto di lievito di birra
pepe q.b. (ma comunque molto abbondante)

Per il ripieno:
9 cipolle novelle (devono essere lunghe almeno 25/30cm e la cipolla piatta e piccola)
20 olive nere
4/5 pomodorini
1cucchiaio di capperi sotto sale
filetti di acciuga q.b.
olio evo
pepe
1 pizzico di sale

Procedimento:
Impastare la focaccia con tutti gli ingredienti come si è soliti fare (cioè avendo l'accortenza di tenere lontano il lievito dal sale e impastando bene fino ad ottenere una palla dalla consistenza liscia ed omogenea). L'impasto deve risultare molto morbido. Metterlo a riposare coperto in un posto fresco ed asciutto per almeno un paio d'ore.
Intanto procedere con la preparazione del ripieno. Tagliare le cipolle per la loro lunghezza a tocchetti di circa 10cm ciascuno; arrivati al cipollotto vero e proprio affettarlo sottilmente. La parte cimata e tagliata a tocchetti delle cipolle va messa a bagno per una decina di minuti. Trascorso questo tempo riprendere i tocchetti (che vanno strizzati) e le rondelle di cipolla e cuocerle in olio caldo. Quando le cipolle iniziano a stufarsi, aggiungere i capperi i pomodorini tagliati a metà, le olive, pepe e un pizzico di sale e lasciar cuocere fino a quando il composto si sarà ben asciugato (ci possono volere anche una ventina di minuti o più). A questo punto spegnere il fuoco e lasciar raffreddare il composto.
Passate le due ore da quando si è impastata la focaccia, riprenderla e lavorarla brevemente. Dividere l'impasto in due parti (una un pò più grande dell'altra). Stendere la palla di impasto più grande (non sottilmente) in una teglia da forno oleata con abbondante olio, stendere sopra in maniera uniforme il ripieno (eventualmente aiutandosi con una forchetta) e mettere quà e là dei filetti di acciuga (una decina se si tratta di filetti grandi).
Coprire con l'altro impasto, attorcigliare sui bordi e fare dei fori sulla superficie con i rebbi di una forchetta. Lasciare lievitare ancora una o due ore. Prima di infornare, alla massima temperatura del proprio forno, cospargere altro olio sulla superficie e mettere nella parte bassa del forno per una ventina di minuti e per altri 20 minuti circa nella parte superiore del forno.
E' una focaccia buonissima che viene mangiata volentieri anche da chi, come me, non ama particolarmente le cipolle. Dopo averla fatta ne ho mangiata metà tutta da sola!